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sabato 18 ottobre 2014


Il dulce de leche è una ricetta che non ha bisogno di molte presentazioni o di giri di parole. E' così come lo vedete: una crema ricca dal colore e dal sapore simili al caramello mou ed è irresistibile. Non scherzo. Provate a lasciare un vasetto di dulce de leche incustodito in casa e assisterete a sparizioni misteriose degne della miglior puntata di Voyager.

Il dulce de leche è il tocco speciale di molte ricette sud americane, dov'è infatti nato, ma è ugualmente apprezzato dai golosi di tutto il mondo.

Purtroppo trovarlo in Italia non è facile, a meno di non rivolgersi ai negozi alimentari che trattano prodotti internazionali e vi fanno pagare un vasetto di questa delizia quanto un fermaglio comprato da Tiffany.
Per fortuna prepararlo in casa è davvero semplice. Vi occorrono: latte, zucchero, un pizzico di bicarbonato e un po' di tempo a disposizione.

Nonostante porti via un po' di tempo non è una ricetta impegnativa.
Durante quel lasso di tempo, sempre dando un'occhiata al pentolino, potete infatti:
- mettere lo smalto,
- leggere un libro,
- riassettare la cucina,
- preparare un tè e un sandwich,
- scoprire un vaccino per la fame chimica che colpisce dopo la mezzanotte 1 italiano su 2,
- organizzare un viaggio in Argentina per gustare il dulce de leche tradizionale
e chi più ne ha più ne metta.

Vi consiglio di provarlo perché è la farcitura ideale per i prossimi biscotti protagonisti del Giro del mondo in 80 biscotti, ma di quelli vi parlerò lunedì ;)

{Dulce de leche}

preparazione 5min | tempo di cottura ca 1h45min | per 8 persone | difficoltà: bassa

1 litro di latte intero
250g di zucchero
1/4 di cucchiaino di bicarbonato

Mescolate il latte con lo zucchero e il bicarbonato e mettete sul fuoco in una casseruola antiaderente o dal fondo spesso.
Lasciate cuocere a fuoco bassissimo per almeno 1h e 45min mescolando di tanto in tanto con una frusta o un cucchiaio di legno.

Mentre mescolate noterete che il latte cambia aspetto e forma con il passare dei minuti. All'inizio è un banale latte caldo, con il passare dei minuti diventerà prima color "caffellatte", poi sempre più color "caramello".
Dopo circa 1h inizierà a cambiare consistenza, diventando sempre meno liquido e sempre più denso. Il dulce de leche è pronto quando diventa simile ad una crema mou. Togliete dal fuoco e versate in vasetti puliti e sterilizzati.

Lasciate raffreddare e conservate in frigo
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mercoledì 30 novembre 2011


Ammettiamolo, le feste natalizie sono l'apoteosi del burro: tartine, panettoni, pandori, dolcetti tipici: tutte pietanze che rientrano nei sogni proibiti delle persone a dieta e di quelle intolleranti al lattosio. Se sospirate dietro ad ogni ricciolo di burro perduto tiratevi su di morale: esiste un burro magico, il burro chiarificato.

Magia numero 1: brucia ad una temperatura più elevata rispetto al burro classico. Per questa sua caratteristica può essere utilizzato nella cottura sauté e nelle salse a base di burro come la salsa olandese.

Magia numero 2: potete utilizzarne di meno: il 20% di burro chiarificato in meno rispetto al burro classico. Questo perché nel burro chiarificato vengono eliminati la parte di acqua e di proteine del burro.

Magia numero 3: avendo perso la caseina il burro chiarificato è più tollerato da chi ha un brutto rapporto con i latticini.

Magia numero 4: farlo in casa è semplicissimo.

*****


{Burro chiarificato} ricetta adattata da "Professional Cooking" di W.Gisllen


250g burro


Posizionate il burro in un pentolino dal fondo spesso e cuocete a fuoco basso.
Con un mestolo forato eliminate la schiuma che si formerà in superficie e continuate questa operazione finché il burro risulta limpido.
Dopo circa 15-20 minuti si depositerà sul fondo della pentola una poltiglia scura, color nocciola, continuate a cuocere ancora per 4-5 minuti.
Togliete dal fuoco e filtrate in un recipiente pulito lasciando passare il burro attraverso un colino a maglie molto fitte o ad un panno pulito. Ripetete l'operazione se necessario.
Lasciate raffreddare il burro prima di conservarlo in frigo. Con il passare delle ore tornerà allo stato solido.
Si conserva a lungo in frigo, anche per più di un mese.

Altre informazioni sul burro chiarificato
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lunedì 24 ottobre 2011



In cucina sono curiosa, lo so perché sono il tipo che si ferma a leggere le etichette dei cibi non solo per controllare la scadenza ma anche per cercare di capire quali ingredienti hanno dato forma a quello che vorrei mangiare.

A volte la curiosità si unisce al bisogno di fare di necessità virtù - ricordate le mie personali leggi di Murphy sugli alimenti introvabili (uno e due)? - e il tutto è unito alla mia voglia di sperimentare sapori autentici, il più possibilmente vicini a quelli originali e non alle imitazioni industriali.

Il gari è un accompagnamento per il sushi, aiuta a pulire il palato tra un piatto e l'altro. Quello fatto in casa ha un sapore più intenso rispetto a quello che si trova nelle bustine del take away giapponese ed è molto più profumato.
Se amate i sapori orientali provate a realizzarlo anche voi, è davvero semplice.




{Gari (zenzero sott'aceto per sushi) fai da te}
150g zenzero fresco
100ml aceto di riso
40g zucchero
1 cucchiaino di sale


Lavate e pelate lo zenzero e tagliatelo a fettine molto sottili. Disponete uno strato di fettine di zenzero su un tagliere e salatele lasciando asciugare all'aria per un paio d'ore. Trascorso questo tempo eliminare il sale in eccesso con un tovagliolo di carta o un pennello da cucina. Posizionate le fettine di zenzero in un barattolino di vetro per marmellate.

In una pentola portate ad ebollizione l'aceto di riso mescolato con lo zucchero, spegnete e versate sulle fettine di zenzero. Lasciate raffreddare, chiudete il barattolino con un coperchio e conservate in frigorifero. 


*****


{Homemade Gari (Pickled ginger)}
150g fresh ginger root
100ml rice vinegar
40g sugar
1 teaspoon salt


Wash and peel ginger root, cut into very thin slices and salt them. Leave salted ginger slices on a cutting board for about two hours. After this time remove the salt with a paper towel or pastry brush. Place the slices of ginger in a glass jar.
Boil the rice vinegar mixed with sugar and pour the hot mixture over the ginger slices.
Cool them, close the jar and refrigerate.

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giovedì 20 ottobre 2011




Fuori non c’è illuminazione stradale e anche se è mattino presto sembra ancora notte, la corrente in casa va e viene (sia benedetto chi ha inventato i notebook con relativa batteria) e sembra quasi di scrivere a lume di candela. In realtà è la luce dello schermo ma il risultato è simile. E’ il momento giusto di parlare di una tradizione antica della cucina italiana e non solo: il lievito madre.



Nel mio paese si chiama “lu criscènte”, cioè “quello che fa crescere” ma anche “quello che cresce”. Nella cucina delle nonne si tramandava di madre in figlia o di fornaio in figlia poiché si poteva (e si può) comprare anche nei forni locali. Era l’ingrediente essenziale del pane di tutti i giorni e dei dolci delle feste. Quando le giornate erano fredde, le donne di casa avevano un riguardo in più per questo membro della famiglia, incidevano una croce sull’impasto e coprivano la ciotola che lo conteneva con coperte di lana e vestiti pesanti. La croce era un gesto propiziatorio, si chiedeva la benedizione su quella nuova forma di pane ma serviva (e serve) anche a controllare il grado di lievitazione dell’impasto. Le coperte invece aiutavano la lievitazione perché il lievito madre adora le temperature miti. Io me ne resi conto la prima volta a mie spese, quando ingaggiai la prima lotta con lui per la realizzazione del panettone. Su 3 tentativi solo 1 andò a buon fine. Non voglio però spaventarvi. E’ vero che la lievitazione naturale non da risultati rapidi e sicuri al 100% come la lievitazione chimica ma riempie davvero di soddisfazioni. Non è per falsa modestia ma se riesco io a convivere con quel lievito capriccioso può riuscirci chiunque. Lo dico perché adoro le cose che crescono… ma non sono capace di accudire nemmeno una pianta. C'è stato un periodo in cui ho distrutto, ahimè, un albero di Natale, una stella di Natale e una pianta di basilico. Dove passavo io non cresceva più l’erba. Con il lievito madre è diverso perché nonostante le apparenze è coriaceo e testardo almeno quanto me. Anche dopo le vacanze, quando lo abbandono al suo destino, riesce a resistere. Basta un po’ di aiuto, qualche rinfresco e ritorna attivo. 
Non vi parlerò dei principi scientifici che stanno dietro la lievitazione naturale, anche perché non ne sarei in grado, ma vi illustrerò in che modo ottenere il proprio lievito madre e convivere con lui senza troppe angosce.
La ricetta è tratta dal libro delle Simili “Pane e roba dolce”, lo consiglio caldamente per ulteriori informazioni sulla lievitazione naturale e per un bel numero di ricette in cui può essere utilizzato.




{Il lievito madre}

Primo impasto:

200g farina

90ml acqua

Un cucchiaio di olio

Un cucchiaio di miele.
 
Per la farina è meglio utilizzare una farina forte, con un'alta percentuale di proteine (dal 9% in su, l'indicazione la trovate sui valori nutrizionali sulla busta della farina) ed è meglio utilizzare un miele il più naturale possibile. Le Simili consigliano di iniziare questo impasto un giorno in cui si è già panificato in modo da catturare qualche spora presente nell'aria utile per la fermentazione. Ma se non avete panificato è lo stesso.

Fate un impasto sodo con quegli ingredienti e conservatelo in una ciotola o in un barattolo ben chiuso e in un luogo possibilmente caldo. Per mia esperienza consiglio di evitare la plastica e di utilizzare elementi naturali come vetro, ceramica o coccio.

Secondo impasto, dopo 48 ore
100g dell’impasto

100g di farina

50ml acqua (45g nel libro delle Simili)

Impastate di nuovo il tutto e lasciatelo come sopra; ben chiuso, al caldo e lontano da correnti d’aria.

Questa operazione si chiama “rinfresco” ed è quello che bisogna fare ogni volta che si vuol dare un po' di vigore al lievito madre mantenendo quelle proporzioni e quindi 100-100-50. In pratica pari peso di farina e del lievito madre precedente e metà di acqua. Se vi servono 500g di lievito madre dovete impastare: 200g farina + 200g lievito madre + 100g acqua.

Terzo impasto, dopo 48 ore
Dopo tutto questo tempo, 96 ore di lievitazione in totale, se non è successo niente dovete buttare il lievito e ricominciare dall’inizio, se la pasta è cresciuta allora congratulazioni! Avete il vostro primo lievito madre.
All’aspetto sarà un po’ molliccio e il profumo non sarà dei migliori (un consiglio: non annusatelo, davvero, non fatelo) e per rinforzarlo dovete fare un rinfresco al giorno per una settimana circa. 

Dopo una settimana (e per il resto della vita del lievito madre)
Dovete provvedere a rinfrescare il lievito madre ogni 2-3 giorni se lo conservate in dispensa, a temperatura ambiente, o ogni 7 giorni se lo conservate in frigorifero.

Nota: Cosa fare se andate in vacanza o vi dimenticate del lievito madre.
Se abbandonate il lievito madre per più di una settimana potete sempre recuperarlo anche dopo 15-20 giorni se è conservato in frigo. Per “rianimare” il lievito trascurato dovete fare tre rimpasti in un giorno, aspettando circa 4-6 ore tra l’uno e l’altro. Al primo rimpasto aggiungete mezzo cucchiaino di zucchero, servirà a nutrire il vostro lievito madre. Gli scarti di questi tre rimpasti io non li utilizzo perché hanno un potere di lievitazione quasi nullo e la pasta ha un sapore troppo acido. Dopo questa cura intensiva il vostro lievito madre dovrebbe essere di nuovo in salute.

All’inizio il lievito non è molto “forte”, quindi aspettate un po’ prima di lanciarvi nell’impresa del panettone o della colomba. Secondo la mia esperienza vi consiglio di aspettare almeno un mese o due prima di sottoporlo a una ricetta che prevede solo la lievitazione naturale. Iniziate da qualcosa di meno impegnativo, magari qualche ricetta che richiede anche una minima parte di lievito chimico o di bicarbonato. Qui trovate qualche ricetta utile.

Buona panificazione a tutti. 
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lunedì 13 giugno 2011



Corollario alla legge di Murphy per le ricette: "L' ingrediente essenziale per la tua ricetta sarà terminato in tutti i negozi in cui lo cercherai  perché disponibile in un unico esemplare in quanto ingrediente raro ed esotico".

Nei romanzi cortesi il cavaliere errante è sempre impegnato in una quête, un ricerca. Egli - perché è sempre un lui - vagabonda di regno in regno, affronta ostacoli ed enigmi pur di riuscire a trovare il tanto agognato oggetto che lo ha spinto a lasciare le stanze sicure del suo maniero.
Noi - perché è di sicuro capitato almeno una volta nella vita ad ogni appassionato di cucina - peregriniamo di negozio in negozio, affrontando scaffali vuoti e l'incredulità dei commessi pur di riuscire a trovare il tanto agognato oggetto che ci ha spinto a lasciare la comodità della nostra casetta.
Se Perceval è armato di una corazza lucente e del suo coraggio noi dispondiamo di una lista della spesa e di tanta pazienza.
Sto esagerando?
Lasciatemi andare oltre allora.
Non sentite anche voi un coro angelico ed uno scampanio a festa nel momento in cui riuscite a posare le mani su quel pacchetto mitologico di "the matcha/fava tonka/dashi/altro-ingrediente-leggendario-a-vostra-scelta" di cui tanto narrano le cronache di altri food blogger?
Sì, forse ho un tantino la tendenza ad esagerare ;)
Ritorniamo orbene all'angolo del fai da te e accingiamoci a preparare con le nostre mani un paio di preparazioni presenti in molte ricette francesi e di difficile reperimento in Italia.

                                  
 *** 

{Crème fraîche}

250ml panna fresca
30 ml kefir o latticello

In un recipiente di vetro o ceramica mescolate la panna con il kefir. Coprite con pellicola trasparente e lasciate riposare al caldo per 24 ore.
Dopo le 24 ore la panna, inizialmente liquida, sarà diventata più densa per l'effetto dei fermenti del latte. 
Si conserva in frigorifero per alcune settimane.

*** 
{Quatre épices}

1 cucchiaio di pepe bianco macinato
la punta di un cucchiaino di chiodi di garofano macinati
1  cucchiaino di zenzero macinato
1 cucchiaino di noce moscata macinata

Mescolate tutte le spezie e conservate in un contenitore a chiusura ermetica. Dura circa 6 mesi. 

La crème fraîche può essere comunque montata come una panna normale, il mix di quatre épices serve in preparazioni come paté o in alcune zuppe.

Ricette tratte da  Glorious French Food e Epicurious
Altre ricette francesi su BperBiscotto  
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domenica 8 maggio 2011



La scatola piena di  ciambelle è incustodita sul tavolo della sala dipendenti. La mano grassoccia e gialla di Homer Simpson si allunga per afferrarne una mentre con voce sognante pronuncia le mitiche parole: "Uhm, ciambelle".
Con la glassa rosa e le codette di zucchero colorate la ciambella diventa la Ciambella per antonomasia, quella di Dunkin' Doughnuts, il fast food per la colazione famoso e presente in tutto il mondo. Ma non più in Italia.
In Italia Dunkin' Doughnuts non ha avuto fortuna, per quel che ne so i negozi chiusero nel giro di pochi anni. Immagino che il motivo sia nella diversa concezione della colazione veloce che hanno gli americani rispetto a noi italiani.
Immaginate la scena: il signor Rossi entra nel suo bar di fiducia, ordina "il solito, grazie" e assapora cappuccino e cornetto in trance - vuoi per il sonno, vuoi perché "ah, bhe, il bar di Tizio ha i migliori cornetti della zona. Lo dico sempre anche a Bianchi, in ufficio, ma quel gaglioffo insiste nel dire che i migliori sono quelli del bar di Caio. Bha, scempiaggini!". E dopo corre in macchina verso l'ufficio.
Qualche ora dopo, dall'altra parte del globo, mr. Ford entra in un fast food, fa una rapida incursione alla cassa (fila permettendo) ed esce in tempo record con una scatola rosa di ciambelle e un bicchierone di carta di caffè bollente. Si infila al volante e sorseggia il caffè mentre guida, dando ogni tanto un morso alla ciambella e cercando di non sporcare il volante di glassa. Che stress. Non fa per me.
Per preparare queste ciambelle, però, ho avuto bisogno di calma (il lievito madre mi mette sempre un po' d'ansia: lieviterà? non lieviterà?)e di un po' di tempo libero, necessario con tutte le preparazioni con il lievito madre. Prendetevela comoda allora e mentre le ciambelle lievitano godetevi l'attesa. E non fatevi prendere anche voi dall'ansia! Le ciambelle lievitano eccome! (Con calma, ma lievitano) :)


{Ciambelle con lievito madre al forno} x 10-12

Per il primo impasto
120g lievito madre
120g farina manitoba
60 ml latte tiepido
20g zucchero
Per il secondo impasto
80g zucchero
1 cucchiaino lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
2 uova medie
3 cucchiai di burro o margarina 
mezzo cucchiaino di noce moscata in polvere 
2 cucchiai di latte
200g farina manitoba 


La sera prima
In una ciotola di vetro sciogliete il lievito madre nel latte tiepido con 20g zucchero. Aggiungete 120g di farina, impastate bene, coprite con pellicola per alimenti e lasciate lievitare tutta la notte.
Al mattino:
Mescolate le uova con 80g di zucchero e la noce moscata e portate il burro a temperatura ambiente. 
Setacciate i restanti 200g di farina con il lievito e il bicarbonato e versatela in una ciotola. Aggiungete il lievito madre, le uova e impastate unendo a poco a poco il burro e un paio di cucchiai di latte necessari a rendere l'impasto elastico e sodo e lavorate sulla tavola infarinata per alcuni minuti.
Posizionate il composto in una ciotola unta con un velo di burro o margarina e lasciate lievitare per 1 ora coprendo con pellicola trasparente.
Impastate brevemente il composto, stendetelo con l'aiuto di un mattarello ad un'altezza di circa 1 cm e ricavatene delle ciambelle con l'aiuto di due formine tonde per biscotti praticando con la formina più piccola un buco al centro (oppure utilizzate un bicchere per dare la forma circolare e il tappo di una bottiglia di plastica per creare il buco della ciambella). 
Lasciate lievitare in un luogo coperto e al riparo da correnti d'aria per 4 ore.
Scaldate il forno a 180°C e cuocete le ciambelle per 8-9 minuti al massimo.


{Glassa per ciambelle} x10-12

125 zucchero a velo
30g sciroppo di glucosio (2 cucchiai circa)
60 ml acqua
qualche goccia di colorante rosa
codette di zucchero colorate 
Materiale necessario: un termometro da cucina, fruste elettriche

Mescolate lo zucchero a velo con lo sciroppo e l'acqua in un pentolino, cuocete a fuoco alto portando subito ad ebollizione. Lasciate bollire per 1 minuto circa, fino a che non raggiunge la temperatura di 100°C.
Versate lo sciroppo in una ciotola, facendo attenzione a non scottarvi e aspettate che la temperatura scenda a 60°C. Aggiungete il colorante e montate con le fruste elettriche fino a che la glassa diventa molto densa, occorrono circa 3-4 minuti o anche meno.

Bagnate le ciambelle fredde nella glassa ancora calda e ricopritele con le codette di zucchero. Mettete ad asciugare su un foglio di carta da forno o su una griglia per dolci e aspettate un paio di ore per gustare le ciambelle, giusto il tempo che la glassa solidifichi.  

Con questa ricetta partecipo (e finalmente) al concorso   Homemade is better organizzato dai 3 blog: http://www.mezzalunaricette.blogspot.com/ http://www.shakeandbake.it/http://www.unazebrapois.blogspot.com/
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mercoledì 13 aprile 2011



A volte, anche nella fornitissima Capitale, capita di non riuscire a trovare l'INGREDIENTE necessario, quello essenziale per la ricetta che devo assolutamente provare. Poco importa se sono le 19:30 di sera, se ho girato tutti i supermercati della zona, i negozi specializzati (n.d.a. per chi è di Roma leggi Castroni), i negozi bio, gli ortofrutta, i rigattieri e le bancarelle ambulanti (questi ultimi non hanno a che fare con il cibo ma già che c'ero...): quell'ingrediente proprio non c'è. Sparito nel nulla. Puff. Potrebbe essere la nuova legge di Murphy per le ricette. L' ingrediente essenziale per la tua ricetta sarà terminato in tutti i negozi in cui lo cercherai. 
In questi casi le alternative sono due:
a) cambiare ricetta, accantonare quella su cui sto fantasticando da ore, già assaporando il magnifico dolce/secondo/primo/quello-che-è nella mia mente
b) rimboccarsi le maniche e riprodurlo in cucina.
Quando è possibile scelgo la seconda opzione, ne avevo già parlato qui.
Ricetta super veloce da emergenza quindi. Per i possibili utilizzi, a parte mangiare tutto il barattolino a cucchiaite, rimando  ai prossimi post.


{Burro d'arachidi casalingo}

300g arachidi non salate
3 cucchiai e mezzo olio di semi d'arachidi

Comprate una di quelle buste enormi di arachidi non salate ottime per i party. Posizionate 300g di arachidi sbucciate nel mixer. Azionate alla massima potenza e versate a filo 3 cucchiai e mezzo di olio di semi d'arachide fino ad ottenere una crema densa e liscia. Se necessario aggiungete un altro cucchiaino di olio.
Lasciate raffreddare, il burro d'arachidi sarà caldo per l'azione delle lame, trasferite in un barattolino e conservate in frigorifero.

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lunedì 7 marzo 2011



In cucina sono una maniaca del fai-da-te. Zucchero vanigliato? Fatto. Erbe essiccate? Fatte. Pasta fresca? Fatta (ma è meglio se non mostro in giro i miei tentativi di orecchiette...). Lievito madre? Fatto, nutrito e curato. Yogurt? Ci ho provato (non aggiungo altro). Almeno per una volta ho provato a realizzare di tutto. Sarà perché da bambina ero un'inguaribile curiosa, di quelle che smontano il Ciccio Bello solo per vedere come funziona, di cosa è fatto. La stessa curiosità mi spingeva in cucina, già allora, a inondare gli adulti di domande. "Come si fa il sugo, nonna?" "Come mai la polenta si cucina in quel pentolone?". E' per questo che a volte parlo di esperimenti nella mia cucina. Certo, c'è poi anche la questione del "conosci quello che mangi". Se prepari da te qualsiasi cosa sei sicura dei prodotti utilizzati e della mancanza di allergeni o conservanti. Sperimentare, infine, è un modo per viaggiare con la fantasia. La croccantezza del muesli mi ricorda le colazioni delle vacanze estive in Alto Adige dove c'è, a mio parere, un muesli buonissimo che diventa eccezionale unito a dello yogurt fresco. Anche questo muesli si sposa bene con yogurt o latte ma è irresistibile anche come stuzzichino da sgranocchiare con un sapore simile a quello del croccante al sesamo.





 
{Muesli al sesamo}

 270g fiocchi di avena
 90g semi di sesamo
 90g corn flakes
 90g bastoncini di crusca
 6 cucchiai di miele millefiori fluido
 6 cucchiai di burro fuso

Scaldare il forno a 170°

Sbriciolare con le mani, grossolanamente, i corn flakes e i bastoncini di crusca.
In una ciotola mescolare i cereali, i semi di sesamo, il burro e il miele. Meglio fare questa operazione con le mani. Le briciole devono ungersi leggermente ma non essere troppo bagnate.

Stendere il composto in uno strato sottile su una teglia e infornare.

Dopo 10 minuti estrarre dal forno e mescolare con un cucchiaio di legno. Infornare per altri 10 minuti quindi estrarre dal forno e aspettare che il composto raffreddi per almeno 9-10 minuti e mescolare un'ultima volta rompendo il blocco morbido di cereali che si è formato in cottura.

Se desiderate delle pepite di muesli più compatte provate ad aggiungere 1 cucchiaio di miele all'impasto. 
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